DICHIARAZIONE FINALE AL TRIBUNALE DI TORINO DEL COMPAGNO ANARCHICO GIOCCHINO SOMMA:

Dichiarazione finale al tribunale di Torino:
Oggi più che mai, dopo due anni dall’inizio di questo processo che mi 
vede imputato insieme agli altri miei compagni, fratelli e sorelle 
anarchici e dopo aver lasciato parlare e raccontare con una non 
sorprendente fantasia malata il qui presente pubblico ministero, 
riaffermo con più forza di prima il mio essere anarchico, individualista 
e per l’insurrezione.
L’aver letto migliaia di pagine di atti giudiziari, scritte a più mani 
dai vari inquisitori napoletani e torinesi, ha fatto crescere in me, 
ancor più di prima, la convinzione che ogni tanto è meglio passare un 
guaio giudiziario che pensarla come voi.
Mi tengo stretto le mie idee che a voi non piacciono perché mirano alla 
distruzione di tutto ciò che ha a che fare con il vostro miserabile 
mondo.
Fosse stato per me non sarei mai nato, ma altri hanno deciso per me e 
allora a questo mondo non mi resta che starci a modo mio.
Non farò mai parte del gregge a cui voi assegnate il tragitto per il 
pascolo…
Io sono diverso, preferisco eludere i sentieri e camminare con i lupi.
Colpevole o innocente?
No, grazie. Lascio a voi questo lurido giochetto.
Sono anarchico e quindi sarò sempre vostro nemico!
Io sto con i miei fratelli e le mie sorelle che tutt’ora tenete 
rinchiusi nei vostri lager di Stato.
Sono solidale e complice con Alfredo, Nicola, Alessandro, Danilo, Marco, 
Anna, Valentina e tutti i compagni anarchici detenuti anche per altre 
inchieste in tutto il mondo… dal Sud America alla Grecia!
Non sarà la minaccia della lama di una condanna che mi pende sulla testa 
a farmi allontanare da loro.
Mi ha fatto male non potergli scrivere in questi due anni, ma avevo 
deciso di non regalare più perle ai porci…e sia chiaro che i porci non 
sono i miei fratelli e le mie sorelle prigioniere ma quelli che mi hanno 
pedinato per sei anni; quelli che hanno ordinato di posizionarmi una 
microspia in camera da letto e quelli che ascoltavano ogni cosa 
avvenisse nella mia camera da letto.
Fortunatamente avevo tappato gli occhi al vostro caro e fottutissimo 
“Agente Elena” che tutt’oggi vegeta nel mio computer.
Spero di avervi regalato solo materiale per farvi fare “seghe mentali” e 
non per altro…
Lo ritengo un complimento l’essere definito “terrorista” da parte di uno 
Stato che, attraverso il suo braccio armato, uccide nelle sue questure, 
nelle sue caserme e nelle sue carceri; che da sempre è la facciata 
istituzionale della Mafia, della Camorra, della ‘Ndrangheta e della 
Sacra Corona Unita, nonché autore di stragi di piazza, sui treni, sugli 
aerei ed ultimamente affonda barconi carichi di persone che scappano dai 
loro territori natii a causa delle guerre che l’occidente ha portato nei 
loro paesi.
Ebbene si, voglio sovvertire tutto questo!
Così come ho dichiarato ad inizio processo, rivendico come mio e solo 
mio il progetto di RadioAzione sul cui sito è stato pubblicato tutto ciò 
a cui mi sento affine, complice e solidale.
Rivendico i testi a firma “RadioAzione” come testi scritti di mano mia, 
ribadendo che quello che pensavo allora lo penso ancora oggi. Rivendico 
ogni singola parola detta in radio.
Rivendico la volontà di aver voluto tradurre testi di rivendicazione di 
azioni dirette compiute dai compagni anarchici in tutto il mondo. Perché 
io sono per l’azione diretta!
Rivendico di aver tradotto i testi dei compagni anarchici rinchiusi nei 
lager di tutto il mondo.
Rivendico l’aver appoggiato, aver collaborato ed aver organizzato 
iniziative per Croce Nera Anarchica.
Rivendico l’aver sempre sostenuto i compagni detenuti anche attraverso 
iniziative finalizzate al loro sostegno economico.
Rivendico il mio essere antiautoritario, individualista, per 
l’insurrezione e per la distruzione di questo lurido e fetido esistente 
e dello Stato-Capitale!
Per sempre nemico vostro!
Per l’Anarchia!
                                                                         Gioacchino Somma
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